Visualizzazione post con etichetta Burgos. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Burgos. Mostra tutti i post

mercoledì 10 agosto 2016

Viaggio in Portogallo: il principio [ 1 ]

In principio è stato un libro,
"Spiegazione degli uccelli" di Antonio Lobo Antunes.

Qualche tempo fa mi hanno parlato di una locanda sull’estuario ad Aveiro – dissi – Potremmo provarla, che ne dici?”

Aveiro.
Aveiro, Aveiro, che nome suadente.
Ma dov’è, com’è?
Una rapida googolata e oooohhh.
Suadente, suadade.
Perché non andare in  vacanza in Portogallo questa estate?
Aveiro come tappa intermedia tra Porto e Lisbona.
Ma poiché semel in anno si fa, ed è  lecito esagerare,  si può fare una  puntatina in Algarve, e poi una all’incrocio tra Atlantico  e Mediterraneo, e poiché si è quasi sul posto, perché non dare una sbirciata anche al trittico andaluso per eccellenza?

In mezzo, e durante,   è stato un altro libro,
"Viaggio in Portogallo" di Josè Saramago, di cui tradisco lo spirito riportando un passo incompleto.

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.”

Da ora, la narrazione.


Per arrivare in Portogallo si può andare in aereo  - no, l’aereo no – o usando millanta treni – e tutto il bagagliume? Troppe valige, troppo stress – o con l’auto, attraversando mezza Italia, mezza Francia e mezza Spagna.
Pensando di ottimizzare tempi e fatica, si opta per attraversare solo mezza Spagna e un pochino di Italia, imbarcando auto, bagagli e umani a Civitavecchia e sbarcando a Barcellona.

Partenza ore 22,15
Mmmm no. Partenza  ore 01,00 del giorno dopo.
Un messaggio sul cellullare.
Sorry.
La conferma al check-in.
Ciò   significa, oltre a fare’attesa aggiuntiva da ingannare non si sa come, una volta ammassati macchine uomini bagagli in file compatte,  che le quasi tre ore di ritardo si trascineranno sull’arrivo.
Quanto son furbe le compagnie!
Un ritardo di due ore e tre quarti, solo un quarto d’ora in più e ci si sarebbe potuti appellare al diritto di rimborso del 25% del costo del biglietto.
Un quarto d'ora strategico.
Quanto son furbe le compagnie! Sono sicura che se fossero state 3 ore e passa, senz’altro avrebbero addotto il ritardo al mare grosso, e contro il mare niente si può fare.

Sulla nave si ondeggia.
Cerco di dormire fingendo di essere regredita agli albori della vita, ninnananna ninna oh, questa bimba a chi la do...
Lo spazio è stretto:  dall'oblò che non si apre penetra il chiarore della luna,  non c' è il buio buissimo.
Crociere mai più, ma anche questi trasbordi lunghi…
La nave è una prigione galleggiante: non posso andarmene  se voglio.
(Viaggiare in auto ha un suo perché: decidi tu se e quando e dove fermarti)
Una notte e un giorno intero mi sembrano un’eternità.

Il personale che lavora sulla nave è in parte  italiano, per lo più napoletano, e in parte  honduregno. Gli italiani hanno un contratto minimo di tre mesi. Tre mesi annanz e arete  Civitavecchia e Barcellona, senza mai scendere, se non per un paio d’ore quando va bene.
(e che fai in un paio d’ore?, dice Salvatore, contratto rinnovato di un altro mese)
Per gli honduregni i mesi sono minimo  6.
Si deve pur ammortizzare il costo del lavoro: a loro pagano anche il viaggio per arrivare dall’America.
Eh.

Barcellona, finalmente.
Piove.
Ma non importa,  è solo il punto di partenza.

Poi Burgos, altra sosta “tecnica” verso il Portogallo,   nobilitata dalla volontà di visitare il MEH, il Museo de la Evoluciòn Humana.
I musei scientifici moderni – penso anche a quel che fu "Città della scienza" prima dell’incendio, o all’"Universeum" di Gotemborg -  sono assai attraenti, ma questo di Burgos è bellissimo dentro e fuori, a cominciare dalla struttura architettonica.
Più bello di quello che sembra in rete.
Purtroppo – ma stiamo in  vacanza, mica ci dobbiamo svegliare presto?? – mi devo accontentare della visita veloce: avendo più tempo m’avrebbe fatto assai  piacere  visitare anche gli Yacimientos di Atapuerca  (la dolina di Atapuerca, ad una ventina di chilometri di distanza,  è il luogo in cui sono stati rinvenuti i fossili dell’Homo Antecessor) e il Carex, il centro di archeologia sperimentale che costituiscono, con il  museo cittadino,  una rete.

 http://www.museoevolucionhumana.com/


Davanti al complesso del MEH ci sono la fontana con l’acqua danzante e i giardini.
Poi il ponte sul Rio Arlanzòn che divide la città in due; la statua del Cid.

E la sfilata dei gruppi che partecipano al Festival Internazionale del  Folklore.
Non molti gruppi, una decina forse,  tra cui quelli che rappresentano il Cile, la Macedonia, Ciudad real (che è una città nella Mancha spagnola), il Brasile, il Sudafrica.
(chissà  qual  è il  criterio)
Costumi tradizionali.
Il Sudafrica, nella sua semplicità, è il gruppo  più vivace e coinvolgente: è il ritmo, sono i canti, sono i saltatori e gli urlatori.

Più bello delle sculettanti e sorridenti majorette cilene.


Non ne  capisco il senso.
Forse il senso è far festa, e basta.
I burghesi [si dirà così??] sono  disciplinatissimi:  fanno  ala immobile sul bellissimo paseo del  Espolòn, il  viale alberato  che conduce all’Arco di Santa Maria, la porta del centro storico, la porta che porta alla piazza dove si erge la cattedrale.



Io tra i gruppi ci vado davanti, di dietro, in mezzo.
(italiani, tzè)

Un’ultima occhiata in giro.
La quinta in poco meno di un’ ora.
A Burgos va di moda tingersi i capelli di fucsia o di viola.
Niente verde, niente blu.
Chissà in Portogallo, domani.