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mercoledì 1 maggio 2013

Rughe e altri accidenti


“… e dissi faticosamente: Avevamo sognato di invecchiare insieme. Qualcosa lo irritò; mi gettò addosso il suo pesante sguardo di miope con palese arroganza: Scordatelo, disse. Le donne come Ana non hanno il diritto di invecchiare. “

Miguel Delibes - Signora in rosso su fondo grigio.


Ana è la  Signora in rosso su fondo grigio.
Una donna sottile e slanciata, una caterva di figli e non un filino di ciccia o una smagliatura, bella e tosta, a 48 anni, come una ragazzina.
La malattia le avrebbe lasciato segni: paralisi del volto, ma sempre meglio di un chilo in più.
Ma un imprevisto, dopo l’intervento chirurgico, le risparmia il sacrificio di invecchiare.

Quando ero piccola, le mamme avevano l’aspetto di mamme.
Forse prima c’era un discrimine nell’abbigliamento, nelle pose, negli atteggiamenti, tra mamme e figlie:  capitava rarissimamente di pensare che  potessero essere sorelle, eppure spesso la differenza reale di età non era tanto marcata.
La signora V. abitava nel mio palazzo.
Lei era diversa dalle altre mamme: i capelli platinati lunghissimi, lisci lisci e fluenti, i tacchi  altissimi, il trucco da bambulella.
Sembrava la fidanzata di suo figlio.
L’ho rivista dopo molti anni tre volte,  anche se non è andata ad abitare lontano, solo qualche palazzo più un là: la prima volta mi venne un pànteco, quando si girò.
Di dietro era sempre la stessa,  una ragazzina sculettante.
Ma il viso infilato nella tenda dorata dei capelli rivelava una ragnatela di rughe e di macchie e il trucco si spargeva in modo grottesco negli avvallamenti cutanei, formando grumi.
La rividi dopo non molto tempo, forse un paio di anni. Aveva le stampelle, e scarpette da ginnastica.
Pensai ad un incidente.
L’ultima volta l'ho vista un mesetto fa. Lei aveva sempre i capelli biondissimi,  un vestitino rosa e le scarpe con il tacco.
Il marito stava tentando di spostarla dalla sedia a rotelle al sedile dell’auto, tenendola in braccio, con fatica, mentre lei agitava le mani nervosamente, le gambe inerti come stecchette di una marionetta.
Ricordo di aver provato una grandissima pena,  forse più che per lei o per suo marito, per me  stessa e per i miei pensieri molesti.

Il diritto di invecchiare dovrebbe essere concesso a tutti.
Bisognerebbe però anche godere del diritto di imparare il piacere di invecchiare.
E’ più difficile adesso, in un tempo che ci vuole tutti  belli giovani e pimpanti, anche ad 80 anni.