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venerdì 9 agosto 2013

Della Provenza e oltre: la terra delle ocre (3)

Apt è una città strana. Carino il centro storico,  pieno di gente, di pasticcerie e confetterie, molto “francese”.
Ma solo fino alle sette della sera.
Poi tutto chiude, tranne qualche ristorante e qualche gelateria.
(fino alle 22 e poco oltre, poi anche quelli…)
Il centro storico di Apt,  in  presa diurna e in presa notturna,  non  sembra lo stesso luogo.
Di sera diventa dominio di extraeuropei, o comunque  di  francesi  immigrati di seconda generazione.
(il francese parlato insieme all’arabo non mente)
Tutti maschi, naturalmente.
Rumorosi, caciaroni.
La volante della gendarmerie sfila veloce tra i vicoli.
(facendomi appiattire sui muri un paio di volte)
C’è qualcosa che non funziona bene in quella cittadina.
Tuttavia, Apt è un’ottima base d’appoggio per visitare la terra delle ocre e i villaggi fluviali.
Il mercato di fiori e frutta del sabato mattina, ben introduce al tripudio di colori  e alla stranezza delle forme di quella terra.  
Melanzane? Dal picciolino si direbbero melanzane.

Le zucchine gialle fanno un certo effetto.




Terza puntata/tappa: Roussillon e L’Isle sur la Sorgue.
La Provenza non è solo lavanda, tessuti a fiorellini e imposte dipinte di viola.

E’ anche fuoco.
Roussillon  nomen omen.
Il rosso, ma anche l’arancio, il giallo, tutta la gamma dei colori ocra, dominano il paesaggio.
Le case del villaggio hanno le pareti tinteggiate in tutte le sfumature e le declinazioni dell’ocra  e nonostante il paese sia pieno zeppo di turisti, vi si respira un’atmosfera slow, calma e pacifica.
Sono le montagne e  la grande spaccatura  che si apre  accanto al paese a fare da   serbatoio per i  colori.




Il canyon di Roussillon  a quelli australiani e americani fa un baffo e mezzo,  per intensità cromatica, per il senso di meraviglia che suscita.
Percorrere il sentiero delle ocre (visita a pagamento, naturalmente), addentrarsi  all’interno del canyon, è davvero emozionante.



Sembra di stare in un quadro, sulla tavolozza di un pittore, su un pianeta alieno, in un altro tempo.
(l’immaginazione galoppa, e non fa manco tanto caldo,  le chiome degli alberi forniscono rigeneranti pause ombrose)



Ad un paio di chilometri dal villaggio, c’è il Conservatoir des Ocres, un museo “esteso”,  che organizza millantanovecento attività.
In francese, naturalmente, e dunque chi può e vuol capire capisca.
Anche senza capire, di fronte all’infinità di colori in vasetti di vetro (la tattilità visiva!) che lo shop (il negozio, per i non parlanti inglese) del museo offre - una varietà che fa impallidire tutti le botteghe di prodotti per belle arti che abbia frequentato -  ho provato il desiderio di fare un’incetta colossale, tale da poter dipingere fino alla fine dei giorni.
Roussillon è il paradiso dei pittori.
(ma anche l’inferno)
Per averne un’idea:


Meno di 30 Km separano Roussillon da 

L’Isle sur la Sorgue.

E’ uno dei cosiddetti “paesi fluviali”,   con una caratteristica particolare:  il centro storico è totalmente circondato da uno dei canali nei quali si dirama la Sorga, sicchè  a tutti gli effetti è un’isola fluviale, e lungo il canale ci sono, funzionanti a tutto spiano, dei mulini, o forse è meglio dire delle ruote idrauliche,  alcune in ferro, altre in legno, alcune ricoperte di muschio, la cui funzione mi è tuttora oscura.
Tali ruote  conferiscono al paesello un che di favolistico.
(dove sono gli gnomi e le fate?)






La Sorgue  ha la sorgente a Fontaine-de-Vaucluse,  un  luogo cantato da Petrarca - chiare e fresche e dolci acque - e dopo averci messo i piedi dentro, non proprio nella sorgente, ma nei pressi, posso ufficialmente dichiarare che a distanza di 700 anni le sue acque sono ancora chiare e fresche, anzi no,  proprio fredde.
Una meravigliosa decongestione dopo  camminamenti feroci.

(il fiume, per una mediterrona come me, non è il mare, ma è talvolta uno splendido surrogato)




(fine terza puntata. Qui la prima e la seconda)