mercoledì 7 agosto 2013

Della Provenza e oltre (2)

Seconda tappa/puntata: piana di Valensole e dintorni.

La Provenza  non è solo  lavanda e fiorellini sui tessuti e imposte tinteggiate di viola, ma ci mancherebbe perdersela, una bella fioritura del profumato arbusto.Anzi, la verità proprio, il tuffo nel mare viola è stato il motore primo del  viaggio.
Un rischio, perché la fioritura avviene tra giugno e luglio, e boh, sarà stato  che l’inverno si è protratto a lungo (pare  impossibile, eh?), sarà che posticipano la raccolta in qualche appezzamento per il piacere dei turisti, fatto sta che di lavanda in fiore ce n’è  un montone. 
Vasti campi che si  inoltrano dal ciglio della strada fin sotto al bosco,  a disposizione dei viandanti. 

Non è facile  fermarsi lungo le stradulelle, soprattutto perché (e chi se lo immaginava) i francesi hanno una guida “sportiva”, ovvero corrono come i pazzi, fanno le curve a recchia  e si azzeccano al paraurti posteriore (alla faccia della distanza di sicurezza), sicchè manco il canzo di mettere le freccia e accostare e oillocò il campo era superato di qualche bel centinaio di metri.



L’immagine più bella, trattenuta solo dalla retina e dal cervello per i suddetti motivi, è quella di un campo di lavanda attaccato ad uno di girasoli attaccato al bosco attaccato al cielo. 
Una successione di colori di una intensità quasi dolorosa, tanto bella. 
Viola giallo verde azzurro, un incanto. 
Entrare dentro un campo di lavanda  è un’esperienza quasi mistica. 
I colori, l’odore, quelli si immaginano. Ma i suoni?
Un zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz continuato,  moltiplicato per il miliardo e mezzo di api e insettume vario. 
I cespugli di lavanda  sembrano  una massa compatta, ma in realtà sono dei filari, in mezzo c’è la terra  su cui zompettano altre varietà di animaletti,  e gli arbustelli fioriti  pungono pure un poco,  i fiori non sono morbidi. 
Insomma, tattilmente è quasi come  toccare il rosmarino. 
Però, cazzarola, che bello sentirsi completamente immersi nel  mare viola. 
La lavanda è un business overamente,  vendono i mazzetti a tre euro l’uno, quando poi ne cresce di spontanea un po’ dovunque.
Certo, sono cespugli selvatici sono  un poco spampinati e rachitici, ma il loro sporco dovere di profumare a vecchiarelli l’ambiente lo fanno uguale.
E i girasoli. 
Magnifici. 
Sono uno spettacolo meraviglioso che ingiustamente passa, rispetto alla lavanda, in secondo piano.

Valensole, la “capitale” della lavanda, vale una sòla.
Insomma, niente di che, a meno che nei giorni della festa della lavanda  non si trasformi totalmente.
Valensole  è l’unico borgo in cui  gli addetti al turista non sono tanto gentili (e manco tanto intuitivi).
Perché è vero che  ne parle pas le français,  ma chiedere in un bar un te freddo, te cold, estathe, insomma, non è una richiesta impossibile da afferrare. 
(come si dirà mai in francese te freddo??)
E invece del te freddo portano l’acqua tonica con il limone. 
Allora si riformula l’ordinazione, te, the, tè, tìì, e chiossape che avranno pensato, che a sud della Francia si è abituati a farsi il bidet nello stomaco nonostante i 35° di temperatura esterna, così, giusto per rinfrescarsi un poco, e portano una graziosa teiera piena di acqua bollente e la bustina da infusione con la sua fetta di limone. 
Graziosa presentazione, non c’è che dire.


A poco più di 40 km da Valensole c’è il paesiello di  Forcalquier. 
Famoso per le fontane, poste per lo più  al centro di vivaci piazzette, oltre la cattedralona ha  una chiesetta abbarbicata (e quando mai) in cima alla muntagna. 
Insomma, val più la pena di fare un bel giretto qui, fermarsi a bere qualcosa, piuttosto che a Valensole. Nei dintorni c’è il priorato di Salagon, un complesso in cui oltre al museo vi sono dei giardini tematici con moltissime specie di piante. 
Anche questo, come Bauduen, occasione persa. 
(ahhh, le scoperte tardive, mannaggia!!)



(fine seconda puntata. La prima  qui )

7 commenti:

  1. Spettacolare, lavanda e girasoli, una tavolozza raffinatissima! E se non ricordo male anche il cielo della Provenza, in certi momenti, ci mette del suo.

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    1. Eh, ma Roussillon è ancora oltre :)

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  2. http://www.youtube.com/watch?v=J-ZRamH9FP0

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    1. Dal vivo, comunque, è tutta un'altra cosa:)

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  3. Un té froid, s'il vous plaît! ( per la prossima volta)😉

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    1. e se ci andassimo insieme, la prossima volta? :)

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    2. Evvai!!! Andiamoci davvero e ordiamo té freddo a volontà!

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