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giovedì 1 marzo 2012

Alcune delle cose che dovrei pur fare prima di morire

E' il titolo della versione scritta della partecipazione di Georges Perec ad una trasmissione radiofonica del 1981 *
Inevitabile, per me, fare confronti sulle sue e sulle mie priorità.
Sicchè, la trascrivo per intero, la nota, apponendo a latere delle cose che avrebbe pur dovuto fare lui, quelle  che dovrei pur fare io.


Ci sono innanzitutto cose facilissime da fare, cose  che potrei fare fin da oggi, per esempio
1 Fare una passeggiata sui bateaux-mouches   (spegnere il fuoco sotto i peperoni prima che si appiccino e mandino a fuoco la casa, già da subito)

Poi cose appena più importanti, cose che implicano decisioni, cose per le quali mi dico che, se le facessi, forse mi faciliterebbero la vita, per esempio
2  Decidermi a gettare un certo numero di cose che conservo senza sapere perchè le conservo  (idem)
oppure
3  Ordinare una volta per tutte la mia biblioteca  (ah ah! già fatto!)
4   Acquistare diversi elettrodomestici  (un grande armadio al posto del piccolo)
o ancora
5  Smettere di fumare
    (prima di esservi costretto....)  (ahemm....)

Poi cose legate a desideri più profondi di cambiamento, per esempio
6  Vestirmi in modo del tutto diverso (coi tacchi a precipizio e collane e orecchini a mò di madonna     dell'arco)
7  Vivere un albergo (a Parigi) (eh, chiamati fesso, pure io, potendo)
8  Vivere in campagna  (in una casa/faro. sul mare.)
9  Andare a vivere per un lungo periodo un una grande città straniera (Londra) (in una città straniera non grande: Dublino)

Poi cose che sono legate a sogni di tempo o di spazio. Ce ne sono abbastanza
10  Passare per l'intersezione fra l'equatore e la linea di cambiamento di data (mai pensato. però stare con una gamba di qua e una di là rispetto al meridiano di Greenwich sì)
11  Andare oltre il circolo polare (no no, troppo freddo)
12  Vivere un'esperienza "fuori dal tempo"
      (come Siffre) (andare in una grotta senza soffocare per la  claustrofobia)
13  Fare un viaggio in sottomarino (no no, troppo tutto chiuso e sotto)
14  Fare un lungo viaggio su una nave (fare il viaggio con la transiberiana)
15  Fare un ascensione o in mongolfiera o in digiribile (in mongolfiera. Ma nel 1981 non si faceva ancora il bungee jumping?E no, perchè son sicura che l'avresti dovuto fare, altrimenti)
16  Andare alle isole Kerguélen (o a Tristan da Cunha) (ma anche l'Australia)
17  Andare dal Marocco a Timbuctù a dorso di cammello in 52 giorni (con una 4X4, stesso tempo e stesso percorso)

Poi, fra tutte le cose che ancora non conosco, ce ne sono alcune che, avendo tempo, vorrei scoprire bene:
18  Mi piacerebbe andare nelle Ardenne (e nei paesi baschi)
19  Mi piacerebbe andare a Bayreuth, ma anche a Praga e a Vienna (Bayreuth non conoscevo, ora anche, insieme a Praga e a Vienna)
20  Mi piacerebbe andare al Prado (al museo delle cere)
21  Mi piacerebbe bere del rum trovato in fondo al mare (come il capitano Haddock nel Tesoro di Rackham il Rosso) (mangiare con le bacchette in un ristorante cinese in Cina)
22  Mi piacerebbe avere il tempo di leggere Henry James (tra gli altri) (mi piacerebbe avere più tempo per leggere, a prescindere)
23  Mi piacerebbe viaggiare sui canali (azionare una diga o una chiusa)

Ci sono poi tante cose che mi piacerebbe imparare, ma so che non lo farò, perchè mi ci vorrebbe troppo tempo, o perchè so che ci riuscirei soltanto in modo molto imperfetto, per esempio
24  Trovare la soluzione al cubo di Rubik (fare l'hula hop per almeno 5 minuti di seguito)
25  Imparare a suonare la batteria (il pianoforte, o anche la chitarra, che pur mi sono passati davanti agli occhi e alle mani)
26  Imparare l'italiano (imparare qualsiasi altra lingua oltre l'italiano)
27  Imparare il mestiere di tipografo (imparare il linguaggio htlm)
28  Dipingere (fare i mosaici)

Poi cose legate al mio lavoro di scrittore. Ce ne sono molte. Si tratta, per la maggior parte, di progetti vaghi; alcuni sono del tutto possibili, dipendono da me, per esempio
29  Scrivere per bambini molto piccoli   (e relativamente al mio lavoro: prendere almeno 5 giorni di finta malattia)
30  Scrivere un romanzo di fantascienza (e relativamente al mio lavoro: non fare un cacchio quando non ne ho voglia)

altri dipendono dalle richieste che mi potrebbero essere fatte:
31  Scrivere il soggetto di un film d'avventure, nel quale si vedrebbero, per esempio, 5000 chirghisi scorazzare nella steppa (anche 5000 cavalli e cavalieri, oltre ai 5000 chirghisi appiedati)
32  Scrivere un vero romanzo a puntate (un fotoromanzo a puntate)
33  Collaborare con un disegnatore di fumetti (sì, sì, io passo le matite e le tempero)
34  Scrivere canzoni (per Anna Prucnal, per esempio) (per chiunque, basta che mi paghino)

C'è ancora una cosa che mi piacerebbe fare, ma non so devo metterla, è
35  Piantare un albero (e guardarlo crescere) (mi basterebbe riuscire a far sopravvivere il basilico in inverno)

Ci sono infine cose che è ormai impossibile progettare ma che ancora non molto tempo fa sarebbero state possibili, per esempio
36  Ubriacarmi con Malcom Lowry (svoltare al  bivio anzichè percorrere la strada dritta)
37  Fare la conoscenza di Vladimir Nabokov (dire delle cose a)

ecc. ecc.
Ce ne sono sicuramente molte altre
Mi fermo volutamente a 37 (vabbè)


* Sono nato - Georges Perec  

domenica 15 maggio 2011

Barbarolessia e fiori retorici: contrappesi.

Di fronte alle invenzioni straripanti di George Perec, alla vastità enciclopedica del suo sapere, alla capacità applicativa della di lui sapienza  e delle norme e delle regole linguistiche e alla veemenza con la quale sembra  aggirarle  torcerle scatafottersene creando neologismi e false piste semantiche, mi sento di una abissale ignoranza (quale del resto è in pectore e in fatti)
Resto ammammaluccuta, proprio.
Come di fronte a questa paginetta  concentrato di citazioni e di figure retoriche:

Quand'ecco che ohibò, patatrac, un dì tutto crollò.
Dovevano essere le due, due e mezza, forse anche le tre meno un quarto.
E il succitato Karaffon venne a trovare il succitato Pollak Henri (ho già detto che era un caro amico nostro?) e, come dice il famoso poeta,

                 Ei cominciò a crollarsi mormorando:

" E' giunta alle mie orecchie sbalordite questa notizia che mi lasciò al contempo pietrificato,  perplesso, pietoso, podagrico e praticamente putrefatto: l'Alto, l'Altissimo Comando (sia benedetto) avrebbe deciso, non si sa bene se sotto la spinta di un impulso improvviso o dopo numerose e ponderate riflessioni, avrebbe dunque deciso, l'Alto Comando, di affidare al  Capitano Comandante del Servizio Effettivi l'estenuante compito di preparare la lista di quelli tra noi che alla prossima occasione andranno a nutrire con il loro sangue le nobili colline d'Africa che la nostra gloriosa storia ha reso terre francesi. Non sarebbe affatto impossibile, sarebbe anzi probabile, che il nome portato della mia famiglia con onore e dignità da cinque generazioni e a me trasmesso senza macchia appaia su tale lista".

          Georges Perec "Quale motorino con il manubrio cromato giù un fondo al cortile?"


Quasi quanto quando, a vedere la medaglia dal lato rovescio, mi trovo di fronte a cose così:
Domanda:
Chi accompagna Dante nel suo viaggio? Che significato simbolico hanno le guide?
Risposta:
Le guide che accompagnano Dante sono Beatrice che è la fede, San Benardo  è la grazia divina e Virgilio fondò l’ordine monastico circense.
Altra risposta:
San Virgilio e il cane san bernardo.

Poi mi chiedono perchè leggi, quanto leggi, cosa leggi.  Ma cosa leggi????
Eh.