“La signora nel furgone” è un racconto che si legge in poco tempo, e viene da chiedersi se sia una storia vera o una pura invenzione letteraria.
Il narratore/autore, mister Bennett, racconta della fantomatica Miss Shepherd: un donnone di un metro e ottanta, piedi giganti, cappellino immancabile e sottana cucita con gli stracci per la polvere arancioni.
Miss Shepherd ha scelto come sua casa un furgone giallo, il colore del papa.
Un personaggio memorabile e non così improbabile come può sembrare ad un primo impatto.
In fondo ce ne sono tanti di stravaganti e non allineati, che passano sotto i nostri occhi ogni giorno.
[Ho pensato al terzetto.
E’ da un po’ che non lo vedo più.
Un uomo e due donne: capelli grigi e unti, abiti sciupati e demodè, magro e allampanato lui, più piantate le altre; camminavano vicini vicini, come a volersi sostenere con la forza del pensiero, poiché le braccia erano tenute rigide lungo i fianchi.
Si dirigevano verso la fermata dell’autobus e prendevano quello per la zona ospedaliera.
Mai una parola tra di loro, un gesto.
Un trio di silenti robottini.
Chissà che fine hanno fatto. Spariti insieme, così come erano comparsi, da un giorno all’altro, insieme]
E’ la storia ad essere paradossale: è possibile ospitare per oltre 15 anni nel proprio giardino un furgone abitato da una raccattastracci e raccattabriciole - accettare una porcilaia nel proprio orticello -, senza sapere niente, senza voler sapere niente dell’ ingombrante vicino?
E’ questo che fa il narratore, ripercorrendo episodi della convivenza condominiale non proprio involontaria.
Giustifica la tolleranza del furgone e della signora Shepherd , comparsa nelle strade di Gloucester Crescent dal ’69, come frutto del “ Contrasto tra il tenore di vita del nuovi arrivati scoprivano di potersi permettere e le loro idee progressiste : in poche parole avevano dei sensi di colpa sconosciuti agli yuppie di adesso (che “non vedono il problema”)”.
Quanto vera com-passione, mi chiedo. Ci sono voluti 15 anni, e la morte, a spingere il signor Bennett a scoprire qualcosa di più sulla donna del furgone.
A cercare di conoscerla davvero.
Sostenere che l’uomo sia un animale sociale mi pare a volte una grande menzogna.
