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sabato 13 agosto 2016

Viaggio in Portogallo: Aveiro, Costa Nova, Nazarè [ 3 ]


Aveiro, Aveiro. 
Aveiro non è proprio quella che sembra.
Una piccolissima parte della città è assai  fotogenica.
E’ la città con il più grande centro commerciale del Portogallo, il Forum (Così mi hanno detto, marò, e che vanto).
Ha l’Università.
E’ una città il cui centro storico è  un muorzo vicino al canale.

La nuova stazione ferroviaria è sorta proprio accanto alla vecchia, quella sì un gioiellino, tutta la facciata rivestita di azulejos, e miriadi di uccelli che hanno fatto del tetto il proprio nido.
Dalla  stazione parte l’ Avenida Doutor Lourenço Peixinho  che arriva fino al centro storico.
Lungo il boulevard, negozi eleganti, edifici nuovissimi e edifici di fine Ottocento e inizio Novecento in sfacelo. (a carne sott ‘e i maccarun acoppa).

La fama turistica di Aveiro è legata ai moliceiros, imbarcazioni  un tempo usate per la raccolta dei sargassi, ora per la scarrozzata dei turisti attraverso i canali.

Il viaggiatore (…) Ha  alzato gli occhi e ha visto un gabbiano sperduto. Lui conosce la laguna. La vede dall’alto, fende con le zampe la superficie lucida, si immerge fra il limo e i pesci. È cacciatore, navigante, esploratore. Vive lì, è contemporaneamente gabbiano e laguna, come laguna è questa barca, quest’uomo, questo cielo, questa profonda commozione che accetta di tacere.”*

Il canale dall’alto posso solo immaginarlo. 
Dal livello dell’acqua, dal moliceiro che mi trasporta, colgo uno stridente contrasto tra la barchetta che somiglia ad una gondola, dal sapore antico, e lo scenario degli edifici ultramoderni con vetri e laminati in grigio, e le auto che sfrecciano rapide sulla strada parallela al canale.
Solo in alcuni punti,  dove ci sono case dai muri  colorati, o dove sono ormeggiati altri moliceiros, per i  riflessi sul fiume  allungati dai bassi  raggi solari, ci si può quasi commuovere.


La commozione vera è imprevista.
Si chiama Costa Nova.
E’ sulla  lingua di terra tra  Ria de Aveiro e l’Oceano Atlantico.



Pensavo fosse un luogo affollato, bordellaro. Invece è quieto e ha un sapore retrò, pur nella  vivacità di colori.
Le facciate delle case rivolte verso il fiume sono tinteggiate a strisce colorate su fondo bianco e hanno il tetto spiovente, sembrano cabine da spiaggia.



Le case/cabine ricordano i pannelli che  ricoprono gli edifici in ristrutturazione, quinte
che nascondono qualcosa.
Qualcosa nascondono davvero: le dune di sabbia a ridosso dell’oceano.


Alle spalle delle case/cabine, si ergono dune alte, bianchissime e selvagge, vuote di passi umani.
Sulle dune è vietato camminare.
Ci sono passerelle in  legno che di tanto si biforcano in direzione della riva, consentendo l’accesso alla spiaggia, che è sottile e bianca bianca.
E, come a Porto, la foschia sulle onde.





La costa del Portogallo è bellissima da nord a sud: falesie e lagune, spiagge smisurate, cale, conche, faraglioni, grotte.
!50 km più a sud, Nazarè.
E’ il paradiso dei surfisti: la particolare conformazione geologica del fondale, la presenza del canyon sottomarino più esteso e profondo d’Europa, in particolari condizioni, soprattutto in inverno,  genera onde altissime.




Al Sitìo, il quartiere sul promontorio, una porta che sembra uno stargate taglia la  strada che conduce al  Forte de São Miguel Arcanjo, fortezza del XVI secolo.
Nel forte agli  inizi del ‘900  è stato collocato un faro.
E’ visitabile, alla modica cifra di 1 euro.



All’interno, oltre a  mostre temporanee di arte moderna (papere in tutte le salse), vi sono salette dedicate alla particolarità geologica di Nazarè, agli usi e alle tradizioni locali.



Sul mare, a Nazarè beach,  la cementificazione ha azzerato la storia;  al barrio del Sitio qualcosa resiste.
Sulla piazza del  Miradouro do Suberco  alcune vecchiette in abito tradizionale si pavoneggiano sotto chioschi di vendita di noccioline.


Passi accanto e mani rotanti veloci, orientate in direzioni diverse, ti poggiano in   mano o quasi ti infilano in bocca le nocelle, gli anacardi, dei  pezzi di biscotto con arachidi.
(non ho pensato alle  mani zuzzose, marò, ma era proprio invitante il gesto, il biscotto)
La vendita è senza bilancia.



Tre euro tutto ciò che dai bustoni  entra in uno scatolino di legno, l'unità di misura dello spilluzzicammme.
Lungo le stradine, negli angoli, sedute su sedie pieghevoli e sotto ombrelloni o ombrellini, altre  vecchiette sostano con cartelli su cui a mano è scribacchiato  rent apartment.
Ammiccano; alcune hanno il cartello alcune appeso al collo come una collana, altre dritto rigido in mano.
Mi chiedo quante ore o giorni stiano ferme a fare da pali umani.

E’ bello il barrio del  Sitìo di Nazarè; è bella anche la  chiesa do Nossa Senora.
Davanti alla chiesa, sotto il sole bollente, si può immaginare di stare in Brasile.
Forse i portoghesi colonizzatori  in Brasile potevano immaginare  di stare in Portogallo.


Da Nazarè beach ci si allontana in fretta.
Si va ancora più a sud, verso Lisbona.