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sabato 17 agosto 2019

Viaggio in Albania, paese di aquile e colombe.


Shqipëria, il paese delle aquile.

 Un'aquila nera domina lo sfondo rosso della bandiera albanese, la stessa aquila che era nello stendardo di Skanderberg, il condottiero che riuscì a rendere il paese indipendente dagli ottomani nel XV secolo, seppure per un breve periodo. Sventola dovunque, la bandiera albanese, e l’aquila dovunque è riprodotta. 
Simbolo di orgoglio e identità. 


[Scena 1
Qeparo.Terrazza comune del residence. 
Un papà e suo figlio, un ragazzino di circa 12 anni, ospiti del residence, il gestore ed io. L’uomo traduce il mio pessimo inglese al gestore, che parla solo albanese e greco. 
Suo figlio, orgoglioso, mi snocciola paroline in italiano: buongiorno, grazie, amici.
Gli faccio i complimenti. Da 5 giorni tento di mandare a memoria falenderim ma col caizer che riesco a pronunciare questa unica parola come si deve. 
“Where are you from?” – gli chiedo. 
“America. Illinois. Chicago” 
Il padre lo guarda torvo. 
“No. You live in America. You are from Albania.” 
La differenza che passa tra house e home.]


L’Albania non è  il paese delle aquile. E’ il paese delle colombe. 
In nessun altro luogo che ho visitato ho percepito tanta disponibilità, senso dell’ospitalità, gentilezza. 
Gli albanesi sono un popolo gentile. 

[Scena 2
Tirana. 
Giri a  vuoto alla ricerca della strada in cui è situato l’albergo.
Il navigatore della nostra auto non riconosce le strade, i sensi vietati.
In linea d’aria dovremmo essere vicini, consultando la mappa.
Un automobilista è fermo all’imbocco di un vicoletto.
Scendo e sventolo la prenotazione indicando il nome dell’albergo. 
Lui prende il cellulare, compone il numero e parla.
Poi mette in moto e  fa segno di seguirlo.
Ci conduce fino davanti al portone dell’hotel. 
Falënderim.

Scena 3
Argirocastro, nei pressi del centro storico. 
Ci sono dei lavori in corso, la strada per arrivare all’hotel è chiusa. 
Mostro la prenotazione ad un uomo in divisa (vigile urbano? poliziotto?). La gira ad una ragazza che suppongo lavori nell’ufficio turistico o nello stand Smile Albania. 
La ragazza entra in macchina e si sostituisce al navigatore, conducendoci all’albergo.

Da soli non saremmo mai riusciti ad arrivare. 
Non so in quale altrove sarebbe potuto succedere. Due volte su due. 
Falënderim.]


In tutti gli alberghi, b&b e appartamenti in cu siamo stati ospiti, all’arrivo ci sono stati  offerti  caffè, acqua e sterminati sorrisi. 
(alla partenza strette di mano e abbracci)

Quando mi hanno chiesto perché  le vacanze proprio in Albania, ho risposto perché no?, ma ero spinta soprattutto dall’idea della vicinanza e della convenienza economica (ellosò).
Poco più di una settimana (ellosò), da Tirana verso il mare del sud e ritorno, sostando nelle città di Berat e Argirocastro, entrambe patrimonio Unesco.  
Ora posso consigliare di andare in Albania perché è vicina, economica, ma soprattutto  accogliente e ospitale, e consiglio di farlo prima che la speculazione, la miopia amministrativa e l’euforia per la modernità divorino del tutto la sua arcaica e maestosa bellezza. 


Viaggio in Albania (2)
Imbarchi e sbarchi.

Viaggio in Albania (3)
Durazzo Tirana Durazzo