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domenica 12 febbraio 2012

Parfum


Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell'apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l'aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c'è modo di opporvisi.” 

Patrick Süskind - Il Profumo


Di questo magari è convinta la signora del quinto piano, che si rovescia addosso un ettolitro di profumo prima di uscire di casa e trasforma la cabina dell’ascensore in una camera a gas, ragion per cui mi tocca fare la corsa in totale apnea.
(e ti accorgi del suo arrivo anche se è distante un chilometro, prima l’olezzo, poi l’ondeggiare del culo e dei capelli)

Non so perché mentre leggevo il libro di Süskind mi passavano per la mente le pubblicità dei parfum.
(J’adoooooore)
Il profumo nella pubblicità si lega alle immagini della sensualità (belle femmine e belli masculi).
Al che, una goccia di eaudecapadembrell,  farà cadere ai propri piedi tutti gli uomini (e per soprannumero pure le femmine) che passano davanti.
(di sicuro ne è convinta la signora del quinto piano)

Che la sollecitazione olfattiva rimandi d’istinto alla dimensione della sessualità  (il dominio penetrativo) lo sanno bene i pubblicitari, e anche il suddetto signor Patrick Süskind  ,  che appoggiandosi su questo morboso assioma ha costruito il suo libro da un miliardo di copie e traduzioni multilingue.
Libro che, ad onor del vero, ha avuto almeno il pregio di farmi pensare all’olfatto, a questo senso che, soprattutto nei tempi invernali di acuto raffreddamento, esercito poco e niente.
(e al quale rinuncerei, se dovessi scegliere di perderne uno. Vistauditogustotatto mi sono troppo preziosi)


Ci sto pensando, se tra i cinque sensi,  il senso che  l’animale/uomo esercita  meno è proprio quello dell’olfatto.
Dovrebbe essere  quello più istintivo  (l’odore che fa riconoscere i neonati/cuccioli alla madre e viceversa, l’odore che fa scintilla di attrazione sessuale)
Ma quanto d’istinto ci resta, se siamo immersi, sin dalla nascita (uh, quintalate di borotalco)  in una nebbia di odori artificialmente prodotti?  
Una puzza è sempre per tutti una puzza? Un profumo è sempre per tutti un profumo?
Quanto conta il condizionamento culturale, e quanto la sensibilità  individuale,  nell’avvertire l’odore come  fieto o aroma delizioso?
Mah.
Vabbuò, ci ripenso quando mi passa il raffreddore.