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domenica 9 agosto 2015

Pa(e)(s)saggi in Europa. Uno: Lazise, lago di Garda.

In principio sarebbe dovuto essere solo Auschwitz. 
Ma non andiamo anche a Praga? Stiamo lì, in pratica. E  Budapest?  E Vienna? Che ci vuole, una piccola deviazione.”
Quando si prende la mano, capita di esagerare. 
(Senza contare le manie.  Dall’innocua passiuncella per google maps, alla compulsiva consultazione di tutti i siti di prenotazione e di condivisione delle esperienze di viaggio)

7 confini nazionali varcati (vabbuò, considerando anche San Marino, per esagerata coerenza),  23 giorni, quasi 5000 chilometri macinati con l’auto, almeno 50 con i  piedi. 
Dalla montagna al mare, da una capitale all’altra, passando per ameni paesielli,  ricche cittadelle, affollati castelli, mostruosi  ingorghi stradali.
Semel in anno licet insanire,  dimenticare  il quotidiano [Renzi chi?],  ma come vuless insanire per il resto della vita.
Ma non sono colà dove si puote quel che si vuole, e dunque, rimembro, mentre affondo nell’ inferno. 
(e pensare che ho dormito anche sotto il piumoncino, sigh)

La prima sosta ha il sapore dolce dell'acqua di lago. 
Lago di Garda. 
Prima mi era nota solo Gardaland.
(che cosa non si fa per….)

Possibile che anche  stavolta sia solo un nome sulla cartina e un letto per dormire? Certo che no. 
(per le file e lo sbatocchiamento non se ne parla neanche, già dato una volta e basta per l’eternità)
Una mezza giornata impone una scelta tra i tanti paesi che si distendono sulla costa.
Lazise. 
Lazise, darsena. Lago di Garda

(ora so di Gardaland e Lazise. Urca e che progresso)


Considerata il primo comune libero d’Italia, per le larghe concessioni elargite dall’imperatore Ottone II,  è una cittadina molto carina, ordinata, edifici tenuti bene, una bellissima darsena. 


Il lungolago, alberato e fresco,  è punteggiato da piccole anse dove fanno il bagno animali di varia specie: cuccioli ed esemplari adulti di uomo, cigni, papere, cani. 
(i cigni sembrano farla da padroni, almeno fino a quando la spiaggetta ghiaiosa non s’affolla. Un esemplare di umano con guanti raccoglie le cacate)


Tanti in bicicletta, alcuni corrono.
(penso all’anello di cemento della nuova strada che delimita il luogo dove vivo: tanti corridori, tra grigia mura alte e tubi di scappamento. C’è chi può e chi s’arrangia)



Alla vista l’acqua del lago è pulita, niente melmosità, fanghiglia, schifezze galleggianti. 
(ah, ad avere costume e asciugamano a portata di mano!)
Gli altri sensi restano all’asciutto, ma lo sguardo si riempie di colori:  è un bellissimo paesaggio (chiamali fessi,   i George Clooney e i Brad Pitt).
Garda sarebbe dovuta essere solo una sosta tecnica per arrivare al Castello di Neuschwanstein, prima tappa del viaggio.

E invece la vacanza è cominciata già.

Dopo in Baviera, attraversando il Tirolo.