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giovedì 10 maggio 2012

Il gioco del mondo

Quanto si può aggiungere e togliere  senso ad un'immagine, pensavo.
Ermeneutica, ovvero dell'interpretazione.
(Mi innamorai di questa parola, subito, appena ebbi ne ebbi interpretato il significato, fuori dalla filosofia e dai manuali.
Nessuna verità data per sempre)


"Forse l'Eden, come lo raffigurano i più, è la rappresentazione mitopoietica dei brevi attimi fetali che sopravvivono nell'inconscio. All'improvviso capisco meglio lo spaventoso gesto dell'Adamo del Masaccio. Si copre il volto per proteggere la propria visione, ciò che è stato suo; conserva nella minuscola notte delle mani l'estremo paesaggio del suo paradiso. E piange (perchè quel gesto è anche quello che accompagna il pianto) quando si accorge che è inutile, che la vera condanna è ciò che inizia: l'oblio dell'Eden, ovvero l'uniformità del gregge, l'allegria sporca e misera del lavoro e del sudore della fronte e delle ferie pagate."

Cortàzar - Il gioco del mondo (Rayuela)


Epperò. 
Che Adamo pianga perchè la vera condanna è l'oblio dell'Eden, ovvero l'uniformità del gregge, sta bene.
Che la vera condanna sia anche  l'allegria sporca e misera del lavoro e del sudore della fronte e delle ferie pagate, potrei pure pensarlo, ma non oserei mai dirlo davanti ad un amico che ha appena ricevuto la lettera di licenziamento.