mercoledì 5 novembre 2014

Formiche, oca blu e surrealismi altri.

Quando penso al surreale in letteratura, subito mi vengono in  mente  le dichiarazioni di intenti di Breton.
Hanno forse qualcosa di giocoso? 
Minchia no. 
E anche la sua letteratura è di una pesanteria che haivoglia, mille volte meglio  la banalità del quotidiano. 
(non a caso il signor Raimondino Queneau lo prendeva per i fondelli)

Vian, l’altra faccia del surrealismo,  di certo non dissemina gocce di serenità. 
Anche il suo romanzo più brioso e felice, La schiuma dei giorni, ha un epilogo tristissimo. 

Boris Vian - Le formiche
Nei racconti della raccolta Le formiche,  la disperazione  e la presenza del Destino cieco (spesso rappresentato da un Maggiore con un occhio di vetro)  che frantumano  speranze e vite sono i veri protagonisti.

Il surrealismo di Vian ha una  cifra particolare, però. 
Per quanto cupissime e nere, le sue “narrazioni”  hanno sempre qualcosa di “destabilizzante” in senso umoristico. 
(Un humor nero. Non è forse umoristico suicidarsi tagliandosi la testa  che duole e metterla a bollire nel pentolone per ripulirla?)

E poi c’è la straordinaria  carnalità delle invenzioni:  attraverso la trasposizione di  referenti che si accostano in modo inconsueto,  Vian riesce   a rendere la “sensazione” tattile ancora più efficace che non  attraverso una rigorosissima e ordinaria “interpretazione”. 
Ad esempio, come rendere meglio il contrasto dal passaggio tra l’aria viziata  di una sala cinematografica e il frizzante  dell’aria notturna se non così?

Peter Gna uscì dal cinema con sua sorella. L’aria fresca  della notte, aromatizzata al limone, era un gran bel sollievo, dopo l’atmosfera della sala, dipinta di blu muffa di gorgonzola – se ne avvertivano gli effetti.

"Le formiche" è uno solo degli 11 racconti della raccolta: una visione altra, scanzonata e pulp, fino alla pagina finale, dello sbarco di Normandia. 
Potrei farne l'elenco e la sintesi, ma perdinci, che noia. 
Però una menzioncina per quello che mi è piaciuto più più di tutti, nonostante la disillusione finale, la voglio fare. 
L’oca blu. 
Una storia di amore e di pali in fronte. 
Vian è una potenza  nel dis-piegare gli effetti dell’innamoramento.

5 commenti:

  1. Non ho mai avuto il coraggio di affrontare Vian. Ho sempre cercato momento adatto, ma forse ora, grazie a te, l'ho trovato!

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    1. Nooooo!!! Non dirmi che non hai ancora letto La schiuma dei giorni! :(
      (presto che è tardi, presto che è tardi! :D)

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  2. Risatina ad inizio post: mi è tornata in mente la prof.di francese all’università, una simpatica sessantenne, forse anche settanta, con gonne a fiori lunghelunghe, cappelli bislacchi e una malattia incurabile per Breton e per i surrealisti (e non ho fatto studi letterari, sicché avrei potuto evitare sia Breton che il suo amichetto Eluard). Una dichiarazione di intenti e scritti così surreali che ben spiegavano la diffusione di stupefacenti… Comunque, La schiuma dei giorni mi aveva stordita. I racconti non li ho letti. Ci penso su…

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  3. Per il poco latino imparato sui banchi del liceo, un blog intitolato "Iacta est" non poteva non incuriosirmi.
    Ma di questo blog ho apprezzato non solo il titolo ma anche, e moltissimo, i contenuti.

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